Rafting in Val di Vara

Rafting invernale: la scommessa vinta in Val di Vara

Oggi vi portiamo in Val di Vara in provincia di La Spezia. In occasione dell’uscita sul territorio del Parco di Montemarcello Magra Vara ci siamo concessi di “sbulaccare” (esagerare) rispetto alle nostre classiche trekkinate. Ci siamo dati all’ippica? No, al rafting!
Grazie al supporto dei funzionari del parco abbiamo scoperto l’Asd Centrosportavventura di Walter Filattiera con sede operativa a Brugnato, facilmente raggiungibile perché proprio all’uscita del casello autostradale.
Il centro, che si avvale della collaborazione di parecchie guide accreditate offre innumerevoli attività tra cui il rafting appunto, il canyoning, scuola di canoa/kayak anche a livello agonistico, Hydrospeed e fuori dall’acqua trekking, uscite in mountain bike e addirittura battaglie con l’arco dalle frecce con la punta arrotondata. Alcune di queste attività sono richieste proprio dai gruppi di lavoro per consolidare il rapporto di team building!
Walter Filattiera è il cuore pulsante del centro, esperto dal 1981 e alla guida del centro dagli anni '90.
Oltre ad essere un grande professionista è un appassionato di questa valle per cui promuove la salvaguardia dell’ambiente naturale e dei piccoli borghi antichi che qui sono sorti.
Questa mattina, dopo aver piovuto tutta la notte, avremo l’acqua assicurata per permetterci il tour! Normalmente il centro si avvale della collaborazione della centrale idroelettrica della Tirreno Power che, posta a monte, eroga l’acqua sufficiente per permettere la discesa sul fiume durante tutto il periodo invernale. Walter infatti ci racconta di aver scommesso sulle attività invernali contrariamente agli altri centri proprio perché l’acqua del fiume, attestandosi sempre sui 15 gradi estate/inverno, lo consente.
Parcheggiata l’auto nello spiazzo antistante il centro sportivo, Walter ci conduce all’interno presentandoci i nostri compagni di discesa di quest’oggi: Alona, a sua volta guida esperta, e la mascotte del centro, un labrador femmina di nome Futa!
Ci incuriosiscono le foto dell’alluvione del 2011 durante la quale il paese di Brugnato ha subito ingenti danni perché sommerso quasi completamente. In quella occasione il centro si è rivelato di notevole utilità perché con i gommoni è stato possibile mettere in salvo le persone e da allora Walter ed i suoi collaboratori, durante il briefing pre-discesa, danno le corrette informazioni sul cosa fare e non fare in caso di alluvione, anche se ci si trova bloccati in auto.
Riflettiamo su quanto siano vitali queste associazioni per il territorio eppure spesso sono formate da volontari, quasi sempre economicamente auto-sostenute.
Dopo averci dato qualche informazione sugli eventi che organizzano (si è appena concluso il raduno d’autunno con 150 atleti da tutta Italia) andiamo a cambiarci. Muta e giacca in neoprene, giubbotto salvagente, caschetto e 1 pagaia a testa. Mentre Walter e Alona gonfiano il gommone, Futa corre e si rotola nell’erba, non vede l’ora di scendere insieme a noi!
Tutti e 4 insieme carichiamo il gommone sul carrello del van ed è qui che ci raggiunge Giovanni, il titolare della Fiascherino Beach, spiaggia attrezzata con kayak e canoe per scoprire le grotte della costa, anche d’inverno! Sarà la nostra “safety boat” con il suo kayak perché come ci spiega Walter, non è possibile scendere da soli. Scopriamo che sul suo caschetto ha montato la GoPro e che oltre ad accompagnarci farà pure le riprese!
Partiamo con il van alla volta del punto di partenza, posto a monte sempre sul fiume Vara. Walter e Giovanni hanno verificato precedentemente i livelli d’acqua grazie agli idrometri posti lungo il corso e che ci assicurano essere precisi al centimetro. Ci fermiamo appena prima della galleria da cui esce l’acqua della centrale e insieme mettiamo il gommone a mollo. Walter ci spiega i comandi che dovremmo seguire come equipaggio durante la discesa e vedo Luca sbiancare quando ci indica cosa fare in caso di caduta in acqua. Fortunatamente non succederà e Luca sarà entusiasta dell’esperienza quanto me alla fine del percorso!
Saliamo uno alla volta, Alona ed io davanti, Walter e Luca dietro. I primi colpi di pagaia nel mio caso sono esclusivamente di braccia e solo dopo un po' mi accorgo che è decisamente meno faticoso accompagnare il movimento con tutto il corpo, proprio come Walter ci ha fatto vedere. Il fiume scorre docile sotto il gommone e noi abbiamo tutto il tempo di guardarci intorno scoprendo un punto di vista sulla valle davvero suggestivo!
Sopra di noi vediamo i borghi di Cornice prima e Bozzolo dopo, tipicamente a forma circolare posti sul cucuzzolo delle colline. Walter ci spiega che tutti i borghi della Val di Vara hanno assunto questa conformazione per scongiurare gli attacchi dei nemici. La vegetazione intorno è selvaggia e in primavera copre completamente la vista della strada regalando l’emozione di essere fuori dal mondo. Finalmente incontriamo le prime rapide e al comando “avanti veloce” ci buttiamo dentro! Walter e Alona ci incoraggiano a proseguire, l’acqua ci sbatte in faccia, Futa corre avanti e indietro sul gommone, scivolo sul bordo, mi piego per non urtare i rami degli alberi ma esulto divertita dalla sferzata di adrenalina! Mi giro, anche Luca è fradicio ma sorride, si sta divertendo! Giovanni è sempre intorno a noi, lo vediamo pagaiare sicuro sulla sua canoa corta, davvero performante. Intorno a noi compaiono delle spiaggette dove ci dicono deporre le uova le Lamprede di mare, pesce “parassita” di altre che, come i salmoni, torna qui a deporre le uova (anche 40.000 all’anno).
Walter ci fa notare i sacchetti di plastica lungo il rio squarciati dai rami secchi e ci racconta che durante le uscite con i bambini (indicate dai 6 anni in su) li si sensibilizza sul tema dell’ecologia e sul rispetto della natura! Questo sport è davvero adatto a tutti perché con una guida professionale è possibile divertirsi in piena sicurezza. Pagaiata dopo pagaiata, fermandoci ogni tanto lungo le secche, notiamo diversi antichi ponti crollati. Sempre Walter ci spiega che una volta, gli ingegneri dell’acqua assoldati dai signori regnanti per la costruzione dei ponti, si occupavano dello studio del corso su larga scala per cui venivano costruiti anche dei veri e propri accompagnamenti del flusso per impedire il logorio e il crollo del ponte. Ai giorni nostri invece la cementificazione e la costruzione economicamente più efficiente che però non tiene conto di queste leggi naturali ha modificato i flussi vanificando tutto il lavoro di matematica precisione fatto in passato rendendo facile la demolizione da parte dell’acqua di questi reperti storici. Una delle ultime rapide è davvero divertente e come tutti mi bagno completamente ma rimango a bordo, Futa compresa, anzi sarà proprio Walter alla fine del percorso a lanciare una pagaia nell’acqua a Futa per permetterle di fare il bagno! Ovviamente questo non è il solo percorso fattibile, molti torrenti infatti confluiscono nel Vara e dove non si può far rafting gli istruttori accompagnano le persone a far canyoning, chissà magari al prossimo giro.. vero Luca?
Giunti alla base riportiamo il gommone al suo posto e Alona apre i bocchettoni per permettere che si sgonfi un poco. Noi ci rifugiamo dentro al calduccio, nonostante le mute e il continuo remare non ci abbia affatto raffreddato e scopriamo che normalmente a questo punto ci aspetterebbe una bella grigliata! Il rapporto di squadra d’altronde si consolida anche a tavola. Ringraziamo infinitamente Walter, Giovanni, Alona e Futa per la magnifica esperienza di oggi e consigliamo davvero a tutti di provarla, anche insieme ai vostri bambini!

Trovate tutti i riferimenti sul sito www.raftingliguria.it, su Facebook alla pagina “Rafting in Liguria” oppure direttamente al telefono di Walter
(+39) 338/9998561.

Per un pranzo veloce consigliamo di recarsi poi a Brugnato dalla Trattoria "La Marina" dove si possono assaggiare piatti tipici locali a prezzo davvero contenuto.

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